Modi di dire della lingua italiana

Nella lingua italiana vengono utilizzati molti modi di dire dei quali, spesso, non ne capiamo l’origine.  Scopriamo insieme quelli più utilizzati.

Ecco quindi alcune spiegazioni per una migliore comprensione.

Piantare in asso: la frase è legata alla mitologia greca, ovvero a Teseo ed il Minotauro. Secondo la leggenda, Teseo riuscì a liberarsi dal labirinto abbandonando la sua amata Arianna, lasciandola sola nell’isola di Nasso. Nel tempo la parola perse l’iniziale diventando “asso” da qui il detto “piantare in asso”.

Non essere uno stinco di santo: è un modo di dire che viene usato nei confronti di una persona che lascia molti dubbi sulla sua reputazione. “Stinco di santo” è una figura retorica e fa riferimento alle ossa dei santi le quali sono venerate e rappresentano la loro santità; le ossa spesso vengono conservate nei reliquiari e molto frequentemente sono quelle della gamba dal ginocchio al piede.

In bocca al lupo: viene usata per allontanare lo scongiuro, come fosse carica di magia. Di interpretazioni ce ne sono tante; il lupo era visto come un’animale feroce ed aggressivo, pericoloso per gli umani e venivano soppressi dai cacciatori quindi, in questo caso, dire In bocca al lupo significa “augurare buona caccia”. Ma anche pastori ed allevatori temevano il lupo per la sua voracità verso gli animali dei quali essi si occupavano.

Illustrazione stilizzata della bestia di Cusago
Anonimo – http://www.braidense.it/scaffale/giornale.html
Figura della Bestia feroce tratta da: Giornale circostanziato di quanto ha fatto la bestia feroce nell’Alto Milanese dai primi di Luglio dell’anno 1792 sino al giorno 18 Settembre p. p. In Milano, A spesa dello Stampatore Bolzani, [1792]
Pubblico dominio
File:La Bestia feroce.jpg
Creato: 1 gennaio 1792

Non avere voce in capitolo: anche questo è un modo di dire molto comune e risale al Medioevo. Il Capitolo era un’assemblea composta da monaci i quali si riunivano una volta al giorno nella sala capitolare. Qui si leggeva la “regola del capitolo” e si prendevano decisioni importanti. Ma fra questi monaci non tutti avevano diritto di parola e coloro che non potevano parlare restavano in ascolto.

A caval donato non si guarda in bocca: questo modo di dire è riferito al fatto che, quando si ricevono regali dobbiamo essere sempre grati anche se il dono non ha gran valore. L’origine di questa espressione si collega all’età del cavallo che per riconoscerla si constata lo stato della sua dentatura e non il numero dei denti.  Nell’antichità avere un cavallo era una ricchezza a prescindere dall’età dell’animale; il solo fatto di possederlo era un gran privilegio.

Dimensioni di questa anteprima: 537 × 600 pixel. Altre risoluzioni: 215 × 240 pixel | 430 × 480 pixel | 648 × 724 pixel.
File originale ‎(648 × 724 pixel, dimensione del file: 610 KB, tipo MIME: image/jpeg)
Descrizione
I hadn’t met this pony before and as I put the camera up, this was his response!!
Data 18 aprile 2005, 11:47:18
Fonte Flickr
Autore Rachel C da Scotland
Reviewer Para

“L’italiano è una lingua che vuol essere parlata, ma non scritta: sarebbe perduta se la gente smettesse di parlarla”. (Cit. Peter Nichols)

Share: