Frida Kahlo: storia di una donna straordinaria

Frida Kahlo, donna straordinaria che aveva imparato a rinascere dalle proprie sconfitte; caparbia ed indipendente, una donna moderna di altri tempi.

Amo Frida perchè ritengo sia un esempio di vita e la sua fu intensa e molto crudele; nacque con una malformazione alla spina dorsale “spina bifida” che i genitori scambiarono per poliomielite.

Ma la sua esistenza cambiò totalmente quando nel 1925, all’età di 18 anni, all’uscita di scuola l’autobus sul quale viaggiava si scontrò con un tram. La donna rimase gravemente ferita: la colonna vertebrale si spezzò in tre punti, si frantumò femore e costole, la gamba sinistra riportò 11 fratture. Lesioni al piede destro e alla spalla sinistra e, come se non bastasse, il corrimano dell’autobus, staccandosi, le entrò nel fianco e uscì dalla vagina.

Dopo 32 interventi chirurgici, fu costretta a letto per anni con il busto ingessato e proprio in quel letto iniziò a dipingere e con uno specchio attaccato al soffitto fece il suo primo autoritratto. Di autoritratti ne fece tanti, infatti diceva: “Dipingo me stessa perchè passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”.

Quando finalmente lasciò il letto, iniziò a camminare sopportando dolori atroci che si portò dietro tutta la vita. Ma l’arte diventò la sua ragione di vita.

Un giorno decise di mostrare i suoi lavori ad un pittore molto affermato dell’epoca: Diego Rivera; egli rimase colpito, i dipinti di Frida erano diversi per quel periodo, moderni e originali.. Lei si innamorò di Diego perdutamente, si sposarono e il marito la introdusse nella scena politica e culturale messicana.

Frida Kahlo con il marito Diego Rivera nel 1932, foto di Carl Van Vechten

Rivera non le era fedele, la tradiva in continuazione e nonostante tutto questo la facesse soffrire, lo ricambiò tradendolo più volte anche con donne; diventò l’amante di un grande rivoluzionario russo LEV TROCKIJ.

Nel 1939 divorziarono quando Frida scoprì che il marito la tradì con sua sorella Cristina Kahlo. Dopo un anno si risposarono ma per lei non fu più come prima, per quanto lo amasse sempre.

Nel tempo le sue condizioni si aggravarono e le venne amputata una gamba; morì a 47 anni di embolia polmonare. Le sue ceneri sono conservate nella sua casa oggi diventata un museo.

Queste furono le sue ultime parole: ” Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più” …

La sua vita, fatta di sofferenze e solitudine, affascina ancora oggi chiunque ne entri in contatto attraverso le sue opere.

Rita Usai (collaboratrice per il blog Il mondo di Tea).

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