Dopo le ultime aggressioni avvenute ai danni di insegnanti, non potevo non dedicare il mio post a questa triste realtà che continua a dilagare. Non mi soffermo soltanto su di loro ma anche su quei ragazzi e ragazze che subiscono tutti i giorni ogni tipo di angheria dai loro compagni.

Innanzitutto cerchiamo di capire la differenza tra bullismo e cyberbullismo: in realtà sono la stessa cosa manifestata in maniera diversa.

  • Il Bullismo avviene in classe, in un istituto o per strada. Prevale chi ha un carattere molto forte, si sente intoccabile ed impone il suo potere sui più insicuri e fragili; insomma il tipico bullo e come lui ce ne possono essere altri e fare gruppo.  Prendono di mira i compagni più deboli, i quali per paura, hanno difficoltà a reagire rendendo ancora più forti i loro aguzzini. Questi indifesi, subiscono violenza fisica e verbale con minacce, ricatti, insulti e umiliazioni continue sia all’interno della scuola che fuori.
  • Il cyberbullismo invece, si manifesta in rete, quindi il fenomeno diventa più ampio dove possono essere coinvolti sia ragazzi che adulti di tutto il mondo. queste persone prendono di mira chiunque; anche chi è vittima stessa nella vita reale può diventare un cyberbullo. Essi possono essere anonimi e incitare altri a partecipare così che la vittima non sappia con chi sta interagendo. Possono operare 24 ore su 24, diffondendo in rete qualsiasi cosa abbiano a disposizione delle persone perseguitate come foto, video, email, chat eccetera.

Proviamo per un attimo ad immedesimarci nella parte del più debole, il quale vive costantemente nella paura, nella frustrazione e nella vergogna.

Sono tante le campagne di sensibilizzazione riguardo al problema. Molti danno colpa alla scuola, altri alle famiglie. Io non sono un’insegnante né tanto meno una psicologa, ma sono una mamma ed il mio pensiero è rivolto principalmente alle famiglie: i genitori sono i primi educatori dei propri figli ai quali non tutto è concesso. Insegnare la buona educazione, il rispetto verso gli altri, e la strada primaria da percorrere. Dire no perchè non può essere sempre si; devono imparare a guadagnarsi le cose che chiedono e mai pretendere perchè non sempre si può essere remissivi ad ogni loro richiesta, in particolar modo proprio con chi ha un carattere dominante.

Ho visto girare in rete video di aggressioni ed insulti molto pesanti nei confronti degli insegnanti i quali restano immobili a subire ogni tipo di tirannia.

Vedere questi filmati incita altri a fare lo stesso. La cosa più sensata è bloccarli ed agire sui responsabili.

Probabilmente bisogna attuare metodi più severi; il fatto che per lo più siano minorenni, non deve essere un motivo di “immunità” dato che sono perfettamente consapevoli di ciò che stanno facendo.

Picchiare, umiliare, minacciare ed insultare continuamente significa violare i diritti umani ed è reato.

Osservare i propri figli con un occhio più attento, dialogare senza trascurare i dettagli può aiutarli a lasciarsi andare ed a non sentirsi soli.

Rita Usai (collaboratrice per il blog Il mondo di Tea).

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