Curiosità

Olio di palma: dove sta la verità?

Oggi parliamo di olio di palma.

Eh si, mi sembra giusto anche perchè ci stanno un po’ confondendo le idee.

C’è chi lo pubblicizza per enfatizzare il gusto e la genuinità del proprio prodotto  e chi invece pubblicizza specificando che nei loro alimenti l’olio di palma non c’è; così si destabilizza il consumatore che alla fine non sa quali “pesci prendere”.

Ho deciso così di fare qualche ricerca ed ecco che trovo la sentenza (per così dire) di medici e nutrizionisti che, riunitisi, hanno espresso all’unanimità che l’olio di palma non fa male .

Vediamo perchè.

Esso contiene Bcarotene e Vitamina A, ha proprietà anti-tumorali e anti-infettive oltre che anti-emorragiche e anti-aterogeniche. Alcuni sperimentatori stanno supportando la possibilità di usare l’olio di palma nel trattamento della carenza della vitamina A sia nei bambini che nelle donne incinte.

Inoltre viene suggerito l’utilizzo del suddetto olio per proteggere dall’ischemia cardiaca.

Ma tutto questo non mi è bastato, perciò ho fatto la ricerca inversa: “l’olio di palma fa male?”

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La risposta l’ho trovata e dice che si, è molto nocivo perchè composto per il 50% di acidi grassi saturi e per il 40% di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico), il restante 10%è formato da acidi polinsaturi. Tutti termini difficili ma che non hanno niente di rassicurante anche perchè, se parliamo di acidi nella dieta, ciò significa che sono dannosi alla salute.

Però mai nessuno ci ha informato che esistono tre tipi di oli che si diversificano fra di loro a seconda dell’origine e della lavorazione. Questi sono:

  1. olio di palma grezzo
  2. olio di palmisto
  3. olio di palma raffinato

Il primo si ricava dai frutti della palma. Il loro colore è arancio-rosso e ha un alto contenuto di Beta-carotene. Dopo il processo di raffinazione, può assumere un colore bianco-giallino; viene usato come olio alimentare e per molti cibi lavorati. Ha un contenuto relativamente alto di grassi saturi e rimane semi solido a temperatura ambiente.

Il secondo (ovvero l’olio di palmisto) si ricava dal nocciolo del frutto della palma. Viene usato nei prodotti alimentari industriali, di scadente qualità, anche perchè il suo costo è di molto inferiore rispetto ad altri oli. E’ il peggiore dal punto di vista nutrizionale.

Il terzo viene raffinato attraverso diversi e complicati passaggi compresa la saponificazione fino a generare acidi grassi e alcoli grassi.

E’ chiaro, a questo punto, che parlare di olio di palma è vago. I produttori hanno il dovere d’informare il consumatore sul prodotto che stanno usando nel rispetto della salute di tutti. 

Specificare è importante piuttosto che generalizzare.

Rita Usai ( collaboratrice per il blog: “Il mondo di Tea”)

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